Il Comune di Bisceglie chiude definitivamente un lungo contenzioso legale ereditato dal passato, scegliendo la via dell’accordo bonario. La Giunta ha approvato all’unanimità la proposta transattiva formulata dal giudice del Tribunale di Trani per porre fine alla causa civile avviata dalla cittadina P.R., scivolata e rimasta ferita a causa del dissesto stradale.
I fatti risalgono al 19 agosto 2018. Mentre percorreva a piedi via Tupputi, nei pressi del civico 5, la donna era inciampata sulla pavimentazione sconnessa, riportando la frattura della spalla destra. La richiesta iniziale di risarcimento danni avanzata dalla danneggiata, assistita dall’avvocato Antonio Sasso, ammontava a ben 45.742,99 euro, a cui si sarebbero dovuti aggiungere gli interessi, la rivalutazione monetaria e le spese legali.
Durante il giudizio, nel quale il Comune è stato difeso dall’avvocato Andrea Di Lorenzo, il magistrato ha formulato una proposta di conciliazione: l’ipotesi prevedeva il pagamento di una somma omnicomprensiva di 20.000 euro da parte del Comune, con la compensazione delle spese di lite e la divisione a metà dei costi della Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU).
A sbloccare la decisione della Giunta è stato il parere favorevole espresso dal legale dell’Ente, che ha ritenuto la soluzione economicamente conveniente per le casse pubbliche rispetto ai rischi legati a una sentenza definitiva. Una linea condivisa dal dottor Michele Dell’Olio, dirigente ad interim del Servizio Legale e Contenzioso nominato a settembre dal Sindaco, e dal Segretario Generale.
Dal punto di vista finanziario, l’operazione non peserà sugli equilibri del bilancio corrente. La spesa complessiva di 20.300 euro (comprensiva della quota per la CTU) era già stata prevista e inserita nel “Fondo Rischi Contenzioso” del Comune. Attraverso una variazione di bilancio, la somma è stata prelevata dal fondo e prenotata sull’apposito capitolo per i rimborsi da transazioni dell’annualità 2026. L’accordo, dichiarato immediatamente eseguibile dalla Giunta, delegherà ora al difensore del Comune la firma dell’atto ufficiale. In cambio del pagamento, la cittadina rinuncerà definitivamente a qualsiasi altra pretesa economica.
































