Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Sinistra Italiana Bisceglie:

«La campagna olivicola 2026/2027 rischia di trasformarsi nel colpo di grazia per l’economia agricola di Bisceglie e dell’intera provincia di Barletta-Andria-Trani. I dati di questo autunno sono drammatici: i prezzi all’origine dell’olio extravergine d’oliva 100% italiano sono quasi dimezzati rispetto allo scorso anno, crollando in una forbice insostenibile tra i 4,30 e i 4,90 €/kg. Con questi numeri, i nostri produttori e i nostri frantoi non coprono nemmeno i costi vivi della raccolta e della molitura. Siamo di fronte a una speculazione feroce da parte della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), aggravata dal ritorno massiccio di produzioni low-cost sui mercati internazionali e da stock invenduti che pesano sulle spalle degli agricoltori.

Come Sinistra Italiana Bisceglie esprimiamo la nostra totale e incondizionata vicinanza alla causa degli agricoltori biscegliesi, scesi in piazza per difendere non solo il proprio lavoro, ma la sopravvivenza stessa di un prodotto e di una cultura della coltivazione che identificano il nostro territorio. Parliamo di donne e uomini che custodiscono un patrimonio inestimabile: la coltivazione della Coratina, la varietà di oliva più pregiata al mondo per le sus straordinarie qualità organolettiche e l’altissimo contenuto di polifenoli. Un’eccellenza assoluta che oggi rischia di scomparire sotto i colpi di una crisi senza precedenti.

Di fronte a questo dramma, la responsabilità del governo nazionale è totale e sotto gli occhi di tutti. La destra di governo, che tanto si riempie la bocca di parole come sovranismo alimentare e difesa del Made in Italy, sta dimostrando una clamorosa e imbarazzante incapacità di gestione. Dietro la propaganda dello sbandierato Ministero della Sovranità Alimentare si nasconde il vuoto pneumatico: nessuna misura strutturale contro il caro gasolio, nessun ristoro efficace per i danni climatici, zero tutele contro la concorrenza sleale dei mercati esteri che sviliscono il lavoro dei nostri produttori. Questo non è solo un errore politico, è un vero e proprio disastro economico pianificato. Come sempre accade con questa destra, la crisi la pagano la parte più debole della catena produttiva e il ceto medio, schiacciati tra costi di produzione alle stelle e prezzi di vendita all’ingrosso che non coprono nemmeno le spese di raccolta. Si colpisce il lavoro per favorire le grandi speculazioni.

La Segreteria del Circolo di Sinistra Italiana di Bisceglie esprime totale solidarietà ai lavoratori della terra locali. Non basta più la solidarietà a parole: servono interventi normativi radicali per difendere il valore del nostro oro verde, la dignità del lavoro agricolo e la sovranità alimentare del territorio. Per questo, Sinistra Italiana fa proprie e rilancia con forza le proposte del centrosinistra e dell’opposizione, integrando misure strutturali urgenti e un piano strategico articolato:

  1. Ripristino immediato dell’ammasso pubblico: Sinistra Italiana chiede con forza al governo l’immediato ripristino dell’ammasso pubblico, ovvero il ritiro immediato di quote di olio dal mercato da parte dello Stato. Si tratta dell’unico strumento concreto per bloccare la speculazione al ribasso sui prezzi, stabilizzare il mercato e garantire un reale e immediato sostegno al reddito degli agricoltori ormai allo stremo.
  2. Applicazione del ‘Modello Europa’: Stop al Sottocosto e Prezzi Minimi Legali: Esigiamo il recepimento e il potenziamento in Italia dei principi delle leggi francese (EGAlim) e spagnola (Ley de la Cadena). Il prezzo di vendita deve essere calcolato partendo dal basso, ovvero dai costi reali di produzione (manodopera, energia, gasolio). Chiediamo che le tabelle dei costi medi elaborate da ISMEA non siano una semplice linea guida, ma diventino un ‘prezzo di riferimento legale automatico’. Comprare olio EVO sotto questa soglia deve far scattare sanzioni immediate e d’ufficio per le catene di supermercati, vietando una volta per tutte l’uso dell’olio 100% italiano come ‘prodotto civetta’ nei volantini sottocosto.
  3. Tolleranza Zero sul TPA (Traffico di Perfezionamento Attivo): Basta con le zone d’ombra doganali che deprimono le quotazioni del nostro prodotto fresco. Sinistra Italiana chiede il blocco temporaneo dei nulla osta per l’ingresso di oli extra-UE in regime di TPA durante i mesi della raccolta nazionale. Per impedire qualsiasi rischio di contaminazione o concorrenza sleale, pretendiamo l’introduzione dell’obbligo di separazione fisica e logistica rigida degli stabilimenti: chi lavora olio extra-UE in regime di perfezionamento attivo non deve poter far transitare quei flussi nelle linee destinate al vero Made in Italy.
  4. Stop Definitivo alle Miscelazioni Commerciali: L’olio EVO 100% italiano va isolato dalla concorrenza al ribasso delle miscele low-cost. Proponiamo il divieto assoluto di miscelazione commerciale tra oli di diversa origine (comunitaria ed extra-UE) all’interno del segmento extravergine. L’etichettatura deve imporre la massima trasparenza grafica sul fronte della bottiglia, impedendo trucchi di marketing che utilizzano bandiere italiane per vendere ‘tagli’ di oli esteri.
  5. Valorizzazione Economica Obbligatoria per DOP e IGP: Le nostre eccellenze certificate non possono essere assimilate alle commodity industriali. Chiediamo che nei contratti quadro di fornitura sia inserito l’obbligo di una maggiorazione economica percentuale minima (premio di qualità) per gli oli a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP). Inoltre, i fondi pubblici per la promozione devono essere riservati prioritariamente alle aziende che tutelano la biodiversità del territorio e che adottano pratiche biologiche o di transizione ecologica.
  6. Misure d’Urgenza per la Liquidità e contro il ‘Caro Gasolio’: Le aziende stanno soffocando adesso. Servono risposte immediate: l’attivazione di crediti d’imposta straordinari per coprire i rincari del gasolio agricolo e dell’energia nei frantoi, unita a una moratoria straordinaria sui mutui agricoli per tutto il 2027, d’intesa con l’ABI, per dare ossigeno finanziario e impedire che i produttori siano costretti a svendere il proprio olio pur di recuperare liquidità immediata.

La terra è di chi la lavora e il valore deve rimanere a chi produce, non a chi specula sui mercati finanziari o sugli scaffali della GDO. Come Sinistra Italiana Bisceglie continueremo a portare questa battaglia dentro e fuori le istituzioni. Difendere la Coratina e gli agricoltori biscegliesi significa difendere la nostra identità, la transizione ecologica giusta e l’economia reale di un Paese che la destra sta cinicamente abbandonando al proprio destino».