Si riducono le zone cuscinetto attorno alle aree risultate infette da Xylella, nel 2025, a Giovinazzo, Bisceglie e Minervino Murge. La delimitazione, scattata subito dopo la scoperta del batterio killer degli ulivi del Salento, passa da 2,5 a 1 chilometro, provvedimento adottato dall’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia il 27 ottobre scorso. Una notizia importante per un territorio con forte vocazione olivicola e che lo scorso anno ha vissuto momenti di apprensione per la comparsa del batterio. La riduzione delle aree cuscinetto è stata possibile grazie ai dati raccolti nelle campagne di monitoraggio del 2025 e del 2026. Complessivamente nei tre territori sono state campionate e analizzate 42mila piante, tutte risultate negative. Anche i controlli sugli insetti vettori non hanno evidenziato la presenza del batterio nei campioni analizzati. Nel 2025 il primo allarme era scattato ad aprile a Minervino Murge, una la pianta infetta da Xylella fastidiosa sottospecie pauca. Poi il batterio è comparso in estate su cinque piante dislocate in due punti distinti di Bisceglie (il primo nei pressi della stazione di servizio dell’autostrada A14, l’altro all’inizio della provinciale 33 Andria-Bisceglie), infine una pianta infetta a Giovinazzo sempre sottospecie pauca. Quasi 10 mila le piante monitorate a Minervino Murge, oltre 23mila invece nel territorio biscegliese. La riduzione delle aree delimitate restituisce condizioni ordinarie di produzione e commercializzazione alle aziende che ricadono nelle porzioni di territorio tornate indenni. Vengono infatti meno le restrizioni specifiche legate alla presenza del batterio. Un risultato celebrato dall’assessore all’Agricoltura della Regione, Francesco Paolicelli, il quale ha sottolineato l’efficacia della strategia di contenimento dei focolai per proteggere il territorio. L’attenzione comunque resta alta in Puglia, a Sud di Bari dove c’è l’avanzata del batterio dal Salento, ma anche in altre regioni. Recentemente infatti l’infezione ha raggiunto persino la Calabria.