Un volo nel vuoto mentre l’asfalto si spezzava come un biscotto. È il drammatico racconto trasmesso nei giorni scorsi dalla nota trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”, dove la coppia a bordo del fuoristrada sopravvissuto al crollo del ponte sul fiume Trigno ha rotto il silenzio. I due coniugi viaggiavano proprio davanti alla Fiat Bravo di Mino Racanati, il marittimo 53enne di Bisceglie svanito nel nulla lo scorso 2 aprile.

Le loro parole aprono nuovi, inquietanti interrogativi sulla sicurezza dell’arteria: «All’immissione sulla Statale 16 non c’era nessuna transenna né blocco stradale», hanno dichiarato in forma anonima. «Abbiamo incrociato due mezzi dell’Anas poco prima del cedimento, ma l’accesso era libero. Poi, l’inferno. La strada ha iniziato a sfaldarsi sotto le nostre ruote, abbiamo accelerato e siamo letteralmente volati dall’altra parte, salvandoci per miracolo. Dietro di noi c’era l’auto di Racanati. Abbiamo guardato nello specchietto, ma dietro non c’era più nessuno. C’era solo la nebbia del cemento che veniva giù».

Mentre la Procura di Larino indaga per accertare le responsabilità e capire come sia stato possibile accedere a un viadotto formalmente interdetto, le novità sul fronte delle ricerche congelano le speranze della famiglia. Le ultime bonifiche effettuate con i metal detector nel letto del fiume hanno dato esito negativo, rilevando solo materiale ferroso generico ma nessuna traccia dell’auto di Mino.

A pesare come un macigno è il cronoprogramma ufficiale: la ricostruzione e la rimozione dei detriti viaggeranno su binari separati. Per la rimozione delle vecchie campate collassate — sotto le quali si presume si trovi il corpo del cinquantatreenne — occorreranno 6,5 milioni di euro e la deviazione del corso del fiume. Lo spostamento dei blocchi di cemento non avverrà prima dell’estate del 2027. Un’attesa straziante che ferisce la comunità biscegliese ed in primis i parenti della vittima. Il fratello Alessandro ha lanciato l’ennesimo, disperato appello: «Chiediamo di accelerare i tempi. Le piogge autunnali rischiano di ricoprire e spostare tutto, cancellando per sempre la possibilità di ritrovare Mino».