I lavori di restauro del Ponte Lama si concluderanno entro l’autunno 2027. Lo ha ribadito questo pomeriggio il sindaco Angelantonio Angarano durante la fase preliminare del Consiglio Comunale. Il primo cittadino ha fornito un aggiornamento sullo stato dell’arte di un’opera definita “complessa e delicata”, che vedrà l’applicazione di tecniche ingegneristiche all’avanguardia a livello mondiale.
Il sindaco ha spiegato che l’andamento dei lavori ha richiesto una variante progettuale dovuta a scoperte strutturali impreviste e alle conseguenti indicazioni della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
“I tempi per la conclusione del restauro del Ponte Lama, entro l’autunno 2027 è prevista l’ultimazione dei lavori, che stanno andando avanti in una fase molto importante e delicata. È stata completata o è in fase di completamento, la ripulitura di tutte le pile, ovviamente delle arcate del ponte”, ha esordito Angarano.
Il primo cittadino è poi entrato nel dettaglio tecnico delle sfide emerse durante i saggi sulla soletta stradale: “In corso d’opera c’è voluta una variante dovuta a alcune prescrizioni della Sovrintendenza, ulteriori rispetto a quello che pensavamo di ritrovare nel ponte: quando hanno cominciato a fare i saggi sulla soletta stradale, ad esempio, i tecnici hanno rilevato come le campate, anziché scaricare sulle pile, scaricavano su delle travi che tagliavano le campate. Dal punto di vista ingegneristico, mi dicono che è una situazione un po’ particolare, tant’è vero che ovviamente nel progetto principale era previsto il taglio di quelle travi. Credo, ma ci vorrebbe il tecnico onestamente, che le travi non saranno più toccate e quindi il progetto ha dovuto subire dei rimaneggiamenti”.
La svolta metodologica riguarda i materiali impiegati per il consolidamento dello storico manufatto ottocentesco. La necessità di preservare l’integrità del ponte spingerà il cantiere biscegliese sotto i riflettori della comunità scientifica. “La Sovrintendenza ha chiesto che venissero usati dei prodotti innovativi per quanto riguarda la fugatura degli interstizi, e quindi questo comporterà l’utilizzo di tecniche innovative per quanto riguarda il restauro dei ponti non soltanto in Italia, ma forse nel mondo. Quindi la tecnica che verrà utilizzata per sistemare il Ponte Lama molto probabilmente sarà una tecnica che verrà pubblicizzata a livello internazionale, per cui il Ponte Lama potrebbe diventare il testimonial internazionale di un nuovo metodo di restauro”.
Angarano ha voluto marcare una netta differenza tra l’intervento conservativo in atto a Bisceglie e le grandi opere di ricostruzione moderna: “Qui parliamo appunto di restauro e non di ricostruzione ex novo come invece è accaduto per il Ponte Morandi a Genova. Se avessimo abbattuto e ricostruito il Ponte Lama, ci avremmo messo meno di due anni. Qui invece parliamo del restauro di un ponte dell’Ottocento, che è un’opera molto più complessa perché presuppone altri tempi di esecuzione, altre tecniche, un altro rapporto con le Sovrintendenze, un altro rapporto con i materiali e ovviamente un altro rapporto con i soggetti appaltanti e gli appaltatori”.
In merito alla scadenza del cronoprogramma, il sindaco si è mostrato fiducioso: “In conclusione i tecnici e le ditte mi dicono che i tempi saranno rispettati, io al momento non ho dubbi per obiettare e non dubito che saranno rispettati”.
Al termine della relazione del sindaco, il dibattito si è arricchito con l’intervento del consigliere comunale di maggioranza Natale Parisi. Il consigliere ha raccolto le istanze dei cittadini sollecitando il primo cittadino a promuovere in tempi brevi un incontro pubblico. L’obiettivo proposto è permettere ai tecnici e ai direttori dei lavori di illustrare direttamente alla cittadinanza i dettagli degli interventi e le scadenze precise delle singole fasi del cronoprogramma.
Infine, lo stesso Parisi ha sollevato una questione cruciale legata ai disagi alla viabilità subiti dai residenti della zona, chiedendo un intervento istituzionale per la sistemazione di via Crosta / via delle Cave. Trattandosi di arterie stradali che coinvolgono anche il territorio di Trani (via delle Cave), il consigliere ha evidenziato la necessità di un coordinamento per agevolare il transito e alleggerire il carico automobilistico derivante dalle deviazioni del cantiere.




























