Uno scavo dichiarato abusivo ed un cantiere fantasma da circa 15 anni, per il quale si chiede un intervento risolutivo: non per una questione meramente estetica, ma per la condizione di pericolo per l’incolumità e soprattutto per il tratto ferroviario adiacente. Siamo a Bisceglie, in via Pietro Porcelli, nella zona 167. La vicenda nasce da una segnalazione dell’avvocato Adriano Cozzoli, che mesi addietro denunciava lo stato di grave degrado del sito. Ad agosto lo Sportello Unico per l’Edilizia aveva già diffidato la proprietà, ma l’avviso è rimasto lettera morta. Il mese successivo il sopralluogo dei tecnici del Comune ha fotografato una situazione speculare all’abbandono: pannelli di rete metallica abbattuti o sradicati dal cemento, vegetazione spontanea incontrollata, cumuli di rifiuti e, soprattutto, una voragine esposta al rischio di cadute. A ciò si aggiunga che, sebbene nel lontano 2008 fosse stato espresso un parere favorevole per un palazzo nell’area del Piano di Edilizia Economica Popolare di Via Imbriani, agli atti del Comune quel permesso di costruire non è mai stato formalmente rilasciato.
A metà settembre è giunta intanto l’ordinanza di chiusura da parte del Comune di Bisceglie, che impone alla società proprietaria l’immediata messa in sicurezza dell’area, soltanto in parte effettuata dalla società proprietaria del cantiere, e il totale rinterro dello scavo a cielo aperto a ridosso dei binari, ripristinando il livello originario del terreno. Intanto, proprio la scorsa settimana, anche Rete Ferroviaria Italiana è intervenuta sulla vicenda con una nota circostanziata.
I residenti di via Porcelli chiedono dunque un intervento immediato: l’appello è rivolto ai responsabili affinché rispettino integralmente sia le ordinanze comunali sia le prescrizioni di Rfi.




























