La sicurezza stradale a Bisceglie torna al centro del dibattito politico, generando polemiche sulla gestione dei tempi da parte dell’amministrazione comunale. A sollevare il caso è Flavio De Feudis, vice-segretario cittadino di “Azione”, che contesta duramente il mancato rispetto dei provvedimenti presi per tutelare l’incolumità dei residenti nelle zone più critiche del territorio.
«La città aspetta da sei mesi i rallentatori. Nel frattempo i cittadini continuano a rischiare la vita», esordisce De Feudis nella sua nota, richiamando alla memoria l’atto ufficiale con cui il Comune si era impegnato a intervenire. «Il giorno 11/03/2026, spinti da decine di richieste e segnalazioni di cittadini, l’amministrazione ha adottato un’ordinanza che prevedeva 16 rallentatori nelle zone più a rischio della città, alcune già teatro di incidenti mortali».
Un provvedimento che, secondo l’esponente di Azione, sarebbe rimasto finora soltanto sulla carta, nonostante i proclami iniziali. «L’ordinanza è stata propagandata con la solita enfasi che caratterizza questa amministrazione comunale, ma a distanza di 6 mesi ha prevalso l’altra grande caratteristica di questa amministrazione: “damm u teimb”», attacca il vice-segretario, utilizzando il dialettismo per sottolineare la tendenza a rimandare i problemi.
La denuncia di De Feudis si fa ancora più stringente alla luce dei recenti fatti di cronaca stradale che hanno interessato proprio i punti scoperti dai dispositivi di sicurezza: «Infatti dei nuovi “rallentatori” non c’è traccia in città e, ironia della sorte l’11 settembre, proprio nel tratto di strada in cui si sarebbe dovuto trovare uno dei nuovi rallentatori (via Vecchia Corato) è avvenuto un grave incidente».
La nota si chiude con un appello perentorio alla giunta affinché passi dalle parole ai fatti, mettendo da parte le giustificazioni e agendo con la massima urgenza. «Quanto tempo Bisceglie deve ancora aspettare perché si esegua l’ordinanza sindacale? In tema di sicurezza lo slogan che ha reso famosa l’amministrazione, “dammi il tempo”, non è certamente applicabile», conclude l’esponente politico.






























