A cinque mesi esatti dal tragico incidente a Bisceglie in via Veneziano, in cui ha perso la vita la dodicenne Alicia Amoruso, la famiglia della vittima ha diffuso una nota per fare il punto sulla situazione dell’area interessata dal crollo. La tragedia, avvenuta il 13 aprile scorso a causa della caduta di un pino durante un’ondata di maltempo, torna al centro del dibattito in concomitanza con la ripresa dell’anno scolastico e con l’ultimo aggiornamento attraverso la pagina social del comitato “Alicia Vive”.

“La zona della tragedia non è più sotto sequestro”, scrivono i genitori. Nonostante questo, denunciano, nulla è stato fatto. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, la richiesta di mettere in sicurezza la via è diventata urgente e categorica.

“L’albero che ha ucciso Alicia si trova ancora lì per terra”, scrivono i familiari. Un monumento al dolore che i residenti e i compagni di scuola della 12enne sono costretti a guardare ogni giorno. A tale aspetto si aggiunge un grave problema di incolumità pubblica. Le transenne posizionate attorno all’area sono insufficienti: chiunque può accedere facilmente al sito semplicemente spostandole dai lati e manca completamente una segnalazione di pericolo adeguata. La nota si chiude con la consueta, vibrante richiesta che la famiglia Amoruso reitera sin dal primo giorno: che quanto accaduto ad Alicia non succeda mai più.

Sul fronte giudiziario, la Procura di Trani continua a indagare per omicidio colposo in concorso. Cinque le persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui quattro dipendenti dell’ufficio tecnico del Comune di Bisceglie e il legale rappresentante della ditta incaricata della gestione del verde. Ma mentre la giustizia compie i suoi passi formali, la famiglia Amoruso chiede risposte concrete e immediate al Comune. La richiesta di dignità e sicurezza, oggi più che mai, non può rimanere inascoltata.