La rimozione definitiva delle macerie del viadotto sul fiume Trigno si concluderà entro agosto 2027, con l’apertura dei cantieri fissata a metà novembre 2026 e il completamento del dragaggio entro giugno 2027. È questa la tempistica ufficiale stabilita nel cronoprogramma per lo sgombero dell’area sulla statale 16 al confine tra Molise e Abruzzo, teatro del drammatico crollo in cui il 2 aprile scorso ha perso la vita il 53enne marittimo biscegliese Mino Racanati. Il piano d’azione è stato definito durante un vertice operativo che si è svolto ieri negli uffici della Procura della Repubblica di Larino. Al tavolo, presieduto dalla Procuratrice Elvira Antonelli, hanno partecipato i Magistrati titolari del caso, i Consulenti tecnici, i rappresentanti dei Vigili del Fuoco e il coordinatore della struttura commissariale ANAS, affiancato da un ingegnere e da un geologo.
I lavori si preannunciano imponenti e complessi. L’obiettivo principale è la rimozione totale e controllata di tutti gli elementi strutturali: impalcati, pile e fondazioni dell’intero viadotto. Per farlo, verranno schierati sul campo mezzi meccanici robotizzati di ultima generazione per segmentare il cemento armato, che sarà poi movimentato da gru e trasporti ad elevata potenza.
La sfida più complessa, in ogni caso, è rappresentata dall’ambiente naturale. Nel punto del crollo l’alveo del fiume Trigno è particolarmente profondo. Per garantire la totale sicurezza dei lavoratori, il corso d’acqua verrà temporaneamente deviato attraverso barriere provvisorie, chiamate “ture”, protette da massi di grande diametro. È stata invece accantonata, per ora, l’ipotesi di un sollevamento diretto delle campate, giudicata troppo rischiosa a causa dell’eccessiva distanza tra le sponde. Parallelamente alle operazioni di sgombero, i Consulenti Tecnici esamineranno ogni singolo frammento rimosso per accertare le precise cause strutturali del disastro. Il dissequestro dell’area da parte della Procura sarà inizialmente temporaneo per consentire le attività, diventando definitivo soltanto al termine dei lavori. Sotto il profilo economico, l’intervento richiederà un investimento stimato in un milione di euro per le sole campate e di ben sei milioni e mezzo di euro per lo sgombero dell’intero viadotto.





























