Approda oggi, 29 ottobre, in Consiglio comunale l’interrogazione del consigliere di opposizione Giuseppe Torchetti sulla capacità assunzionale del Comune di Bisceglie, sul turnover del personale e sull’organizzazione degli uffici. L’atto, presentato il 9 luglio scorso, ha già ricevuto una risposta scritta, ma per Torchetti il confronto vero deve avvenire in aula, davanti alla città. Il quadro che emerge, sostiene il consigliere, conferma una criticità di fondo: negli ultimi anni la sostituzione dei dipendenti andati in pensione non è stata garantita, e a farne le spese sono gli uffici e, di riflesso, i cittadini.
«Se chi va in pensione non viene sostituito in tempo, i servizi si indeboliscono – afferma Torchetti –. Non è un incidente di percorso, ma il risultato di scelte di programmazione che hanno lasciato il Comune senza un vero piano di ricambio. Dietro i numeri, ricorda il consigliere, ci sono i tempi di risposta, le pratiche che restano in attesa e le persone che si rivolgono agli sportelli comunali ogni giorno.
L’interrogazione chiede di chiarire proprio questo: quanti dipendenti sono usciti e quanti sono entrati nel periodo considerato, com’è distribuita la dotazione organica tra i settori, quali uffici soffrono le carenze maggiori e a che punto sono concorsi e scorrimenti di graduatoria. Torchetti punta l’attenzione anche su un fenomeno che considera sintomatico, quello dei dipendenti chiamati a seguire contemporaneamente più servizi. «Affidare a una stessa persona più uffici può essere una soluzione temporanea, ma non può diventare la regola – sottolinea –. Chi lavora nel Comune tiene in piedi la macchina amministrativa ogni giorno e merita organizzazione, risorse e carichi sostenibili, non soltanto buona volontà».
Il nodo, per il consigliere, è dunque politico prima che tecnico. Una programmazione delle assunzioni senza tempi certi, in un ente che dispone di una propria capacità assunzionale, non è neutra: significa scegliere, di fatto, di lasciare scoperti servizi essenziali e di scaricare il peso sulle persone rimaste in organico. «Servono risposte chiare su quali scelte abbiano impedito di garantire il turnover, su quali siano le priorità di intervento e su quando arriveranno le assunzioni previste», afferma.
Torchetti chiude con un richiamo alla responsabilità dell’Amministrazione. «Un Comune che non rinnova il proprio personale rinuncia, giorno dopo giorno, a dare risposte ai cittadini. Mettere i dipendenti nelle condizioni di lavorare bene è l’unico modo per rendere l’ente più efficiente e più vicino alla comunità. Oggi in aula mi aspetto dati, impegni e date, non giustificazioni».





























