Torna a accendersi la polemica sulla gestione della sicurezza e dei servizi balneari lungo il litorale biscegliese. A sollevare duramente la questione è Leonardo Di Molfetta, portavoce del movimento “Spazio Civico”, che punta il dito contro le modalità di affidamento e la distribuzione del servizio di salvamento sulle spiagge libere della città per la stagione estiva 2026.
Dopo l’annullamento in autotutela della precedente gara triennale da 147.000 euro, rimasta senza aggiudicazione, Palazzo di Città ha avviato un’indagine di mercato (tramite la determina numero 879 del 7 luglio 2026) per un affidamento diretto. Il servizio, del costo di circa 50.000 euro più Iva, coprirà il periodo dal 15 luglio al 31 agosto 2026. Una tempistica e una pianificazione che, secondo il movimento civico, presentano forti criticità ed evidenti disparità di trattamento.
Il nodo principale della contestazione riguarda la mappatura delle aree protette dal servizio. Secondo quanto previsto dal capitolato comunale, le spiagge libere vengono divise in “obbligatorie” e “opzionali”.
“Tutte le spiagge obbligatorie si trovano a Ponente”, denuncia Di Molfetta, elencando i siti di Conca dei Monaci, Salsello (I faraglioni e IV Scala), Lido delle Vergini e Trullo Verde. Al contrario, le spiagge del versante di Levante – come il Macello (Prima spiaggia) e il Pretore (Seconda spiaggia) – sono state relegate alla categoria di “opzionali”.
“Per la terza volta consecutiva questa Amministrazione fa ‘figli e figliastri’ tra i tratti di costa”, incalza il portavoce di Spazio Civico. “Ci duole evidenziare questa problematica che avevamo già sollevato lo scorso anno. Il servizio di salvamento è pagato con le tasse di tutti i cittadini, sia di Levante che di Ponente. Chiediamo all’Amministrazione di non fare discriminazioni tra spiagge, residenti e turisti, garantendo pari servizi e pari diritti a prescindere dalla collocazione geografica”.
Oltre alla ripartizione geografica, Spazio Civico contesta la frammentazione oraria del servizio, che da capitolato prevede la copertura soltanto dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 17:30, salvo estensioni per la fascia giornaliera intera (8:00-18:00).
Considerando che il servizio partirà in ritardo (il 15 luglio) e terminerà in anticipo rispetto alla fine della stagione (il 31 agosto), il movimento propone una soluzione di buon senso: “Non vogliamo entrare nel merito tecnico, ma non sarebbe meglio assicurare la copertura totale dalle 8 alle 18 almeno per tutto il mese di agosto? Se dobbiamo garantire la sicurezza, che lo si faccia per bene”.
L’affondo finale di Di Molfetta riguarda la reale motivazione dietro l’attivazione del servizio, definita dalla stessa determina comunale come “condizione per il mantenimento del titolo” della Bandiera Blu.
“Se l’Amministrazione considera questo servizio utile solo come adempimento burocratico per un vessillo dato da un ente terzo, il discorso cambia”, conclude il portavoce. “Ci chiediamo: è possibile che a decidere quali servizi offrire, dove e quando, debba essere una bandiera e non le reali esigenze dei cittadini, sui quali ricadono interamente i costi?”. La palla passa ora all’Amministrazione comunale, chiamata a rispondere ai dubbi dei cittadini e delle opposizioni a pochi giorni dall’avvio del servizio.