Guardia Costiera al lavoro anche con i metal detector e i reparti subacquei nel tentativo di trovare tracce, tra i fondali marini, di Mino Racanati, il pescatore 53enne di Bisceglie disperso dallo scorso 2 aprile, quando la sua auto è stata inghiottita nel crollo del ponte sul Trigno, in Molise, lungo la statale 16. Quasi due mesi di ricerche che si ad ora non hanno dato riscontri, mentre la famiglia dell’uomo attende tra dolore e ansia. Nelle ultime ore la Guardia Costiera ha utilizzato strumentazioni tecnologiche avanzate. Sei i militari al lavoro supportati da due battelli. Al setaccio il punto del crollo, l’area della foce del fiume Trigno e i tratti di mare circostanti. Tra le apparecchiature utilizzate figura anche un metal detector subacqueo (magnetometro al cesio), strumento ritenuto fondamentale per individuare eventuali masse metalliche sommerse sotto sabbia, detriti e fango. Tutte le operazioni vengono coordinate nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Larino sul crollo del viadotto, tutt’ora sotto sequestro. Mino Racanati il 2 aprile scorso stava viaggiando verso Ortona. Il ponte sarebbe crollato nell’esatto momento del suo transito. Nei giorni successivi erano stati ritrovati soltanto la targa e alcuni frammenti del paraurti della vettura.





























