Il circolo Arci “Oltre i Confini” di Bisceglie insieme ad un nutrito gruppo di associazioni, riunite nella rete dei diritti, promuove una manifestazione cittadina per oggi 20 maggio con partenza da largo castello alle ore 19 a favore di una città libera dalle mafie, dalla sua logica di potere e dall’ omertà:

«I recenti episodi criminali registrati a Bisceglie hanno evidenziato come anche il nostro territorio non è indenne dalla presenza della criminalità organizzata anzi è coinvolto dalla faida interna a famiglie rivali che si contendono il controllo del territorio.

Il contrasto al fenomeno mafioso non può essere delegato unicamente alle forze dell’ordine  o pensare di risolverlo installando ulteriori telecamere; il fallimento dei 5 decreti sicurezza approvati dalla maggioranza di governo indica che la strada da seguire è un’ altra.

Associazioni, società civile, forze politiche, istituzioni, ognuno nel proprio ambito è chiamato a fare la propria parte rompendo con silenzi e complicità. La criminalità si contrasta sottraendole la bassa manovalanza attraverso politiche attive sull’occupazione, il rilancio delle attività produttive, l’ innovazione e la ricerca. L’alto tasso di disoccupazione, che pone la Bat, come fanalino di coda della Regione è infatti facile serbatoio per l’arruolamento, da parte della criminalità, della manovalanza dedita allo spaccio di sostanze.

La mafia va contrastata sul piano culturale perché i cosiddetti luoghi della movida stanno diventando contenitori per il riciclo  di denaro derivante da attività illecite ma anche luoghi dove si ostenta e perpetua uno stile di vita e codici di potere e comportamento basati sulla prepotenza e sull’uso esclusivo della forza. Da questo punto di vista la mafia condivide la stessa logica di dominio e sopraffazione dei re che pretendono di governare il mondo attraverso le guerre, il  riarmo, la continua violazione del diritto internazionale e il genocidio del popolo Palestinese. L’ atto di pirateria commesso da Israele in acque internazionali e il sequestro degli equipaggi della flottiglia ne sono una recente dimostrazione.

Per queste ragioni coniughiamo l’impegno al contrasto del fenomeno mafioso con quello alle logiche belliche e neocoloniali dei vari re che pretendono di dominare il mondo. Il 2 giugno del 1946 abbiamo cacciato un re, oggi ne abbiamo molti altri da cacciare».