«Oggi scadono le misure di salvaguardia del Pug adottato dal consiglio comunale nel gennaio 2023. Centinaia di migliaia di euro spesi per pagare i migliori consulenti di Puglia, gli stessi che hanno fatto il Pug al Comune di Bari, rischiano di andare persi sull’altare della conservazione dei vecchi sistemi di cementificazione selvaggia». A scriverlo in un comunicato è consiglio comunale di opposizione nonché ex sindaco, Francesco Spina.
«Da oggi in poi si può costruire sul mare, non ci sono più criteri per la perequazione urbanistica, vengono meno tutti gli auspici di una città progressista, trasparente e moderna racchiusi nei principii e nelle norme del nuovo PUG, affossato di fatto da questa amministrazione – aggiunge Spina – . Un’amministrazione comunale che si dichiara del PD, ma che è sostenuta anche dalla destra presente nella maggioranza del consiglio comunale, che fa retrocedere definitivamente Bisceglie nelle vecchie logiche, ormai anacronistiche in tutta Italia, di quella parte più brutta della politica degli anni ’80: solo lottizzazioni “predestinate” e appalti “preconfezionati” (affidati senza gara pubblica). Nel silenzio compiaciuto di gran parte della cosiddetta “classe dirigente”, che copre il buio assoluto (non solo metaforico) della città, Bisceglie sprofonda sempre di più, “condannata” a essere guidata da una ormai dichiarata “amministrazione regressista”».































