Una Concattedrale di San Pietro gremita in ogni ordine di posto ha accolto martedì sera il Concerto di Natale Luce del Nord, registrando un’affluenza straordinaria nonostante le condizioni climatiche particolarmente avverse. Molti spettatori, giunti da tutta la Puglia, hanno seguito il concerto in piedi, in religioso e partecipe silenzio, contribuendo a creare un clima di ascolto raro e profondamente concentrato.

Il temporale abbattutosi sulla città poco prima dell’inizio della serata, unito a due incidenti stradali che hanno bloccato per ore le principali vie di accesso, ha reso impossibile l’arrivo del pianoforte previsto. Una difficoltà logistica significativa, superata con professionalità grazie all’utilizzo di un pianoforte digitale e a una amplificazione estremamente discreta, resa necessaria proprio dalla natura dello strumento. La cornice della Concattedrale si è tuttavia rivelata ideale: l’acustica eccellente ha permesso di mantenere un suono naturale e ben equilibrato, valorizzando voci e strumenti senza mai snaturarne il timbro.

Fondamentale in questo equilibrio è stato il lavoro del fonico Giovanni Capurso, che ha saputo dosare con competenza i volumi, bilanciando il suono artificiale della tastiera con quello naturale delle voci e del violino. Capurso ha inoltre curato l’illuminazione dell’abside, creando un suggestivo gioco di luci che, per colori e forme, evocava l’aurora boreale, in perfetta sintonia con il titolo e lo spirito del concerto, aggiungendo un ulteriore elemento di magia alla serata.

Impeccabile la conduzione affidata alla professoressa Giulia Baldini, che ha accompagnato il pubblico con interventi chiari, misurati e puntuali, illustrando ogni brano con competenza e naturalezza, senza mai interrompere il fluire musicale del programma.

La scelta dei brani si è rivelata particolarmente felice: pagine di grande raffinatezza musicale, rese ancora più preziose dagli arrangiamenti curati dal maestro Pietro Simone, pensati e costruiti su misura per un organico insolito e complesso, composto da coro , flauto, violino, bass-baritono e pianoforte. Le armonizzazioni, sempre equilibrate, hanno permesso a strumenti e voci di sostenersi reciprocamente, restituendo un concerto di altissimo livello e di grande godibilità.

Protagonista assoluto della serata è stato il bass-baritono Pietro Simone, ospite d’onore del concerto, che si è distinto per il colore caldo e profondo della voce, per la solidità della tecnica vocale e per acuti sicuri e luminosi. La sua voce ha riempito con naturalezza le ampie navate della Concattedrale, passando con la stessa intensità interpretativa da brani di forte impegno espressivo come Ved Rondane di Grieg a pagine della tradizione natalizia come White Christmas, spesso accolte da lunghi applausi e convinti consensi da parte del pubblico.

Accanto a lui si è distinta la violinista Sara Simone, che ha offerto una prova di notevole maturità musicale e piena consapevolezza stilistica. La presenza sullo stesso palco di zio e nipote, per la prima volta insieme in un concerto pubblico, è apparsa come il naturale punto di incontro tra due percorsi artistici autonomi, capaci di dialogare con coerenza e rispetto musicale. Dotata di una tecnica violinistica solida e di un fraseggio elegante, Sara Simone si è imposta per equilibrio e sensibilità interpretativa: nei brani d’assieme ha sostenuto con intelligenza la linea vocale del bass-baritono, mentre nei momenti solistici ha saputo emergere con personalità. Particolarmente apprezzate l’interpretazione de Il Cigno di Saint-Saëns, di grande raffinatezza timbrica, e il valzer da La Bella Addormentata di Čajkovskij, affrontato con brillantezza e leggerezza, contribuendo al clima festivo della seconda parte del concerto.

Il maestro Emanuele Petruzzella ha compiuto un vero e proprio miracolo musicale, trasformando con il suo tocco raffinato il suono di una tastiera elettrica in un suono di sorprendente qualità, assimilabile a quello di un pianoforte a coda. La sua perizia tecnica e la sensibilità musicale hanno sostenuto coro e solisti con continuità e precisione, risultando determinanti per la riuscita complessiva della serata.

Il maestro Marzia Pedone si è presentato al pubblico in una triplice veste — direttore del coro, flautista e cantante — dimostrando grande versatilità e controllo musicale. La sua direzione è stata sicura e attenta, capace di valorizzare le migliori qualità dei cantori; gli interventi al flauto hanno impreziosito ulteriormente il programma, mentre la sua voce ampia e luminosa ha dato particolare rilievo allo spiritual Mary Had a Baby. Molto apprezzato anche il bis finale, Stille Nacht, che ha coinvolto coro e solisti in un momento di intensa condivisione.

Una menzione speciale va al New Chorus: composto da amatori, ha dimostrato di poter affrontare un repertorio complesso e raffinato con sorprendente solidità, senza sbavature né sbandamenti.

Particolarmente calorosi anche gli applausi riservati alla solista del coro Marcella Minervini, interprete di What Child Is This, apprezzata per equilibrio e sensibilità.

L’evento, patrocinato dalla Basilica Concattedrale e dal Museo Diocesano grazie al sostegno di Don Giuseppe Abbascia ‘, è stato sponsorizzato da Banca Generali Private e si è confermato non solo come un concerto di Natale, ma come un autentico momento di incontro tra musica, comunità e territorio, capace di lasciare un segno profondo negli ascoltatori.