Una stupefacente prova collettiva all’insegna del coraggio, della caparbietà e della determinazione. È quella compiuta dai numerosi alfieri della FitCenter Triathlon Bisceglie, impegnati nello scorso weekend a Cervia nei due appuntamenti con l’Ironman full distance (3,8 km. a nuoto seguiti da 180 km. in bicicletta e 42 km. di corsa) e con l’Half Ironman 70.3 (1,9 km. a nuoto seguiti da 90 km. in bici e 21 km. di corsa).

Sette atleti del sodalizio biscegliese, coordinati dal tecnico Beppe Scardigno, si sono misurati sabato 21 settembre nell’Ironman full distance: Maurizio Simone, Pasquale Ricchiuti, Michael Rizzi, Luciano Cassanelli, Carlo Serpieri, Tommaso Regiona e Maikol Polizio i protagonisti di una performance memorabile, accompagnati lungo il percorso dal sostegno incessante di parenti ed amici giunti in gran numero nella località della riviera romagnola.

Altri dodici indomiti rappresentanti della FitCenter Triathlon si sono poi cimentati il giorno successivo nell’Half Ironman 70.3: Mario Macchione, Matteo de Gennaro, Cinzia de Fazio, Max Caputi, Giustina Lamanuzzi, Giosuè Scapini, Vincenzo Tritto, Domenico Brescia, Dario Bufo, Fabio Azzariti, Betta De Bari e Valentino Mescia hanno portato a compimento la loro gara, mentre l’unico specialista della multidisciplina “fuori dal coro” è stato Dino Siragusa, impegnato nella distanza olimpica 5150 (1,5 km di nuoto, 40 km in bicicletta e 10 km di corsa).

“Non è il tempo quello che conta, in queste gare come in altre – scrivono i referenti della FitCenter al rientro dall’esperienza di Cervia – . Quel che conta è aver fatto qualcosa di impensabile e che ciò sia venuto fuori solo grazie ad una cascata di iscrizioni avvenuta per puro spirito di squadra, in maniera piu emozionale che logica, e poi dall’impegno costante perseguibile soltanto come gruppo. La frase piu bella è l’essere stati annunciati come la squadra più coesa e numerosa presente all’IronMan, la grande famiglia FitCenter. Ed infatti nulla sarebbe possibile senza le nostre famiglie, i figli, i nipoti, gli incitamenti, la paura di fallire ed il coraggio di non deludere, la voglia di migliorarsi per dimostrare a sé e a chi ci ama che possiamo farcela, oltre ogni nostra consueta abitudine e modo di pensare”.

“Quali qualità bisogna avere? La risposta è in poche lettere: essere una squadra. Ci siamo motivati a vicenda sotto le direttive di Beppe Scardigno, svegliati alle 5 per nuotare, pedalare o correre, prima che il mondo si svegliasse per poi avere giornate normali, ma piene già di benessere adempiuto. Abbiamo attraversato l’autunno e il buio freddo inverno. Abbiamo nuotato in mare, in piscina, con la muta e senza muta, fatto una maratona di squadra, maratone in bici, in pianura ed in montagna, regalato serate e giornate alle nostre famiglie: chi ha avuto figli, chi ha deciso di sposarsi, chi ha deciso di cambiare lavoro e chi di lavorare meno per dedicarsi piu a se stesso, chi di metter massa e chi di arrivare in francia partendo in bicicletta da Ruvo, chi di accompagnare e chi di esserci comunque, chi di resuscitare contro ogni parere medico e solo perché gli amici gli chiedevano di farlo, chi di ringiovanire e chi di bruciare l’età, chi di uscire dalla zona confort e chi di imparare davvero a nuotare, chi di pedalare come e quanto un professionista e chi di correre ancora una maratona sotto le 3 ore trascinando altri compagni di squadra, chi di infortunarsi ma non di arrendersi, chi di accompagnarci alle 5:30 la mattina pur di continuare ad essere nella squadra pur non potendo più gareggiare, chi di non dormire pur di allenarsi in gruppo, chi di crescere figli, a volte tanti, chi di iniziare a correre, chi di fingere di andare al lido al mare per poter lasciare moglie e famiglia e nuotare un’ora e più, chi di dimagrire, chi di comprare una bici nuova con i soldi con cui rifarebbe la cucina, chi il cuore, chi il cuore davvero, chi di correre ovunque si trovasse, chi di entrare a far parte di una squadra che è molto più una famiglia, chi di restarci, chi di continuare a rendere questa squadra uno spettacolo della vita”.