La gestione del demanio marittimo a Bisceglie torna al centro di una dura polemica politica. Al centro della bufera vi è la spiaggia dei “Faraglioni”, sita in zona Salsello. Secondo quanto denunciato dal consigliere comunale Francesco Spina, l’ultima spiaggia libera della zona sarebbe in procinto di essere concessa a privati. Nello specifico, si tratterebbe di un’area di 100 metri quadri sull’arenile e di 80 metri lineari nello specchio d’acqua. L’istanza è stata presentata dall’associazione Bay Watch. Spina lancia un appello chiaro a tutte le forze di minoranza. Chiede compattezza per quella che definisce una «battaglia di civiltà e legalità amministrativa».
Il fulcro della contestazione risiede nell’iter amministrativo che ha portato alla pubblicazione dell’avviso di rilascio della nuova concessione lo scorso 30 luglio. Spina evidenzia come l’istanza presentata da Bay Watch sia andata avanti nonostante i pareri negativi espressi dai vertici burocratici del Comune.
«L’istanza di concessione della spiaggia dei “Faraglioni” presentata da Bay Watch – dichiara il consigliere Spina – è stata alla fine recepita nell’avviso di rilascio di nuova concessione pubblicato il 30 luglio, nonostante ben due pareri contrari del dirigente dell’Ufficio Tecnico e del dirigente del settore sociale e culturale». Quest’ultimo dirigente, spiega l’ex sindaco, aveva persino avviato un procedimento di annullamento in via di autotutela per illegittimità della deliberazione di indirizzo della giunta (la n.100/2026).
La giunta municipale non ha però fatto alcun passo indietro. Al contrario, ha scelto la linea dura: «La giunta municipale non ha inteso recepire la richiesta di annullamento in via di autotutela della delibera n.100 di indirizzo favorevole alla concessione a Baywatch – attacca Spina – e ha vinto la gara di resistenza, a forza di mail, con gli uffici che chiedevano semplicemente di applicare la legge».
Il consigliere esprime profonda preoccupazione per la condotta dell’esecutivo Angarano, parlando di «completa assenza di pudore amministrativo e di rispetto delle regole» e denunciando «le mail notturne di “pressione” per istruire l’istanza in modo preferenziale e accelerato». Un modus operandi che avrebbe fatto rimpallare il fascicolo tra il settore tecnico e quello sociale, per poi tornare all’ufficio tecnico che ha indetto la procedura sulla base di una scelta dell’aggiudicatario già compiuta a monte dalla giunta due mesi prima, «come se si trattasse di un “project financing”».
Secondo la ricostruzione di Spina, i passaggi chiave di questa vicenda si sarebbero consumati all’indomani delle sedute consiliari. Il via libera del 30 luglio è infatti arrivato subito dopo il consiglio comunale del 29 luglio, caratterizzato dall’ingresso della nuova consigliera Gentile (subentrata nella lista “Scegli Bisceglie” al posto del dimissionario Piero Innocenti), il cui voto è risultato decisivo per blindare la maggioranza con il tredicesimo seggio.
La nota ripercorre quindi la sequenza di affidamenti che starebbe concentrando la gestione delle spiagge biscegliesi nelle mani di un unico soggetto. «Ora, dopo l’annullamento della gara triennale e il successivo inutile avviso andato deserto, Bay Watch ha ottenuto l’affidamento diretto del servizio di salvamento per l’anno 2026, gestisce il servizio della Spiaggia del “Cagnolo” e ora si accinge ad avere la concessione demaniale, senza termine finale, della spiaggia dei Faraglioni: quasi un monopolio delle spiagge biscegliesi».
Un altro punto fortemente contestato riguarda l’assenza di dettagli economici e temporali nell’avviso pubblico, che fa temere una concessione “a vita”, e la reale natura sociale delle attività promesse dall’associazione, come il noleggio di canoe e pedalò.
«Si comunica solo che l’attività promessa avrà un risvolto sociale – sottolinea Spina – ma non è dato capire di che tipo, visto che quella spiaggia è del tutto inaccessibile a persone diversamente abili, le quali, pur volendo, non potranno pagare a Baywatch il noleggio di canoe, pedalò e altri servizi, né beneficiare degli stessi».
L’affondo finale di Francesco Spina assume un valore prettamente politico e si rivolge direttamente all’area progressista della città, esortandola a superare gli steccati ideologici in nome della trasparenza: «La gravità di quello che sta accadendo impone una ferma condotta di contestazione unita delle opposizioni, di destra, di centro e di sinistra, perché il rispetto della legge non ha certamente colore politico. Soprattutto, sul tema della legalità, mi attendo che le forze di sinistra che hanno votato Angarano alle scorse elezioni e lo hanno sostenuto finora non pongano barriere ideologiche per una comune iniziativa».
L’ex sindaco non risparmia critiche severe al Partito Democratico e a “Per la Puglia”, evidenziando come i passaggi di ben quattro consiglieri comunali tra le file della maggioranza abbiano finora impedito una reale presa di distanza dall’attuale amministrazione. «Dimostra come nella sinistra biscegliese non ci sia stata la presa di distanza netta e corale dall’amministrazione Angarano e la presa di coscienza di fare il “mea culpa” per aver votato e sostenuto per tanti anni la peggiore amministrazione di sempre. Questa chiarezza – conclude Spina – è fondamentale per la tutela dei principii di legalità e trasparenza, ma soprattutto per evitare altri inganni ai biscegliesi e per garantire il buon governo della città nei prossimi anni».




























