«La storia si ripete, ed è una storia che a Bisceglie conosciamo fin troppo bene». Inizia con queste parole durissime la nota diffusa da Giovanni Papagni, segretario cittadino di Sinistra Italiana, che accende i riflettori sulla gestione delle attività commerciali nell’area dell’ex Piazza del Pesce.

Al centro della polemica c’è la rinuncia ufficiale alla concessione di un box da parte di un noto imprenditore locale, forte di 27 anni di esperienza nel settore del commercio. Una decisione sofferta, accompagnata da uno sfogo che il partito fa proprio: “So cosa vuol dire investire e lavorare, ma qui mi hanno messo i bastoni tra le ruote prima ancora di iniziare”.

Secondo Sinistra Italiana, il caso non è affatto isolato, ma rappresenta l’ennesimo capitolo di una gestione amministrativa superficiale, capace di trasformare i bandi pubblici in vere e proprie trappole per gli investitori.

Tra le criticità più gravi emerse dopo l’assegnazione, Papagni segnala una serie di forzature burocratiche che avrebbero spiazzato l’operatore, tra cui la richiesta di fideiussione tardiva («un adempimento spuntato solo dopo l’assegnazione del box, non previsto dal bando originario»), i costi insostenibili («canoni mensili giudicati spropositati per un’area commerciale ancora spenta») e l’assenza di servizi igienici, («la totale mancanza di bagni per i clienti in un luogo destinato alla somministrazione di alimenti e bevande»).

La nota del segretario politico traccia il quadro di una totale assenza di programmazione strategica per il rilancio del cuore cittadino. Oltre alle carenze strutturali interne alla piazza, Sinistra Italiana evidenzia l’impossibilità di installare dehors e la mancanza di parcheggi delocalizzati ma connessi all’area.

A pesare sullo sviluppo della zona è anche l’assenza di un calendario di eventi capace di attirare flussi di visitatori, combinata con quella che Papagni definisce una “concorrenza sleale legalizzata”. Il riferimento è alla presenza di un distributore automatico H24 posizionato proprio accanto ai box, libero da quei limiti di orario che vengono invece imposti rigidamente ai commercianti.

«Questa non è valorizzazione del nostro centro storico – attacca Papagni – . Questo significa letteralmente ammazzare il commercio locale sul nascere. Si illudono gli operatori per poi strangolarli con richieste improvvisate».

Le forze di opposizione chiedono ora un cambio di rotta immediato al Comune di Bisceglie. Le proposte per salvare il tessuto economico locale si articolano su quattro punti precisi: regole chiare e definitive fin dal primo giorno di pubblicazione dei bandi, garanzia dei servizi minimi essenziali per le attività e la clientela, programmazione seria e continuativa degli eventi di animazione territoriale e canoni d’affitto equi, sostenibili e commisurati ai reali flussi della zona.

Il rischio, conclude la nota di Sinistra Italiana, è ormai dietro l’angolo. «Senza un intervento correttivo immediato, l’ex Piazza del Pesce è destinata a trasformarsi nell’ennesima “cattedrale nel deserto”: un contenitore vuoto e privo di vita, simbolo della resa forzata dei commercianti biscegliesi».