Oltre alla 32enne Laura Procacci, sergente del corpo militare volontario della Croce rossa italiana originaria di Andria e residente a Canosa di Puglia, c’è un altro pezzo di Puglia che piange la tragica scomparsa delle quattro persone decedute a seguito dello schianto dell’elicottero in Bosnia. Tra le vittime del drammatico incidente aereo figura infatti Franco Adriano Zecchillo, stimato professionista le cui radici affondavano nella terra di Bisceglie. Suo padre era emigrato negli anni ’50 a Milano, città dove Zecchillo era poi nato nel 1961 e cresciuto, senza mai recidere il legame con la terra d’origine della sua famiglia.
Classe 1961, Zecchillo era una figura di altissimo profilo nel panorama sanitario lombardo. Lavorava come tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare presso l’Ospedale di Legnano, dove era apprezzato da colleghi e pazienti per la sua straordinaria competenza e dedizione.
La sua presenza nei Balcani era legata a una forte vocazione al servizio e all’aiuto umanitario. Zecchillo si trovava infatti in Bosnia in qualità di ausiliario dell’Esercito italiano nell’ambito della missione internazionale Eufor Althea, un dispositivo multinazionale strategico che fornisce supporto, consulenza e addestramento alle forze militari bosniache per garantire la stabilità dell’area.
La sua esperienza sul campo era vastissima: Tenente della Croce Rossa Italiana fin dal 1990, nel corso di oltre trent’anni di carriera aveva maturato una competenza unanimemente riconosciuta nelle attività di soccorso e nella gestione degli interventi in contesti critici e di emergenza.
Uomo di scienza oltre che di azione, Zecchillo ha lasciato un segno profondo anche nel mondo accademico e della ricerca. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche nel suo settore, aveva tenuto diversi corsi specialistici ed era stato relatore di moltissime tesi di laurea presso l’Università degli Studi dell’Insubria, formano generazioni di nuovi professionisti. La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella comunità scientifica, nel corpo della Croce Rossa e nelle comunità di Milano, Legnano e Bisceglie che oggi ne piangono la prematura e tragica scomparsa.
