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Piazza Vittorio Emanuele assediata dai botti: «Ogni sera esplodono ordigni, è diventata terra di nessuno»

Due cittadini denunciano mesi di segnalazioni ignorate, bambini spaventati, animali in panico e chi deve alzarsi alle 5 per lavorare e non dorme

Una lettera di due pagine, protocollata come ultimo tentativo dopo mesi di segnalazioni quotidiane, indirizzata direttamente al sindaco di Bisceglie. A firmarla sono A. Baldini e L. Mastromauro, ma al suo interno c’è la voce di un intero pezzo di città esausto. La denuncia parte da quanto accaduto nella notte tra il 17 e il 18 ottobre scorsi, definito non un episodio isolato ma l’apice di una situazione che “si protrae ormai da mesi e che allo stato attuale è divenuta critica, irreversibile e intollerabile”.

I fatti sono noti ai residenti del centro e di piazza Vittorio Emanuele: “Quasi quotidianamente tra le 21 e le 01:45, con intensità maggiore nei fine settimana, esplodono ordigni che non soltanto disturbano la quiete pubblica ma causano disagi, malesseri, ansie e impedimenti”. È un elenco puntuale, sostenuto da testimonianze condivise pubblicamente da molti altri cittadini, quello che le due firmatarie mettono nero su bianco.

In Villa le famiglie scappano. “Le famiglie sono costrette ad andarsene perché i bambini sono spaventati dai botti”. Una scena che si ripete ogni sera. Gli animali in panico. Un punto su cui le autrici insistono, rivendicandolo come problema di ordine pubblico e non di serie B: “In una città che si vorrebbe civile preservare la salute degli animali è – e deve – essere un problema di ordine pubblico”. Citando studi etologici, ricordano che i cani percepiscono i suoni a una distanza fino a 4 volte superiore a quella umana e con intensità di gran lunga maggiore. “Se noi saltiamo dal letto per il forte rumore e per i vetri che tremano, un cane vive tutto questo in modo estremamente intenso e traumatico”.

I pendolari che non dormono. È forse il passaggio più umano: “Un lavoratore che inizia la giornata lavorativa alle 5:00, un pendolare che lavora fuori dal contesto cittadino – io stessa per due anni ho fatto la pendolare come docente di ruolo a Taranto – come può fare 8 o più ore di lavoro con 2 o 3 ore di sonno pieno?”. Una quotidianità, non un evento sporadico.

Alla questione dei botti si aggiunge “l’estrema sporcizia degli spazi pubblici. Non soltanto carte, bottiglie, resti di ordigni, avanzi di cibo, ma ora siamo arrivati al punto che vengono lasciate buste di immondizia appese alle panchine”. Come prova, le autrici allegano la foto scattata questa mattina di una cassa di ordigni – una di tre – lasciata in bella vista nello spazio pubblico della Villa, indicata come uno dei centri nevralgici del fenomeno. Ma ciò che ha spinto le due cittadine a scrivere al Sindaco come extrema ratio è la risposta ricevuta finora. “Con una frequenza quasi quotidiana che sfiora il tragicomico abbiamo provveduto a fare segnalazioni alle Forze dell’Ordine, e ci dispiace dover comunicare che la risposta della Polizia Locale è stata, parafrasando, ‘dovete andare via dalla città'”. Un clima che, denunciano, si sta normalizzando in un “contesto civico e pubblico dal sapore sempre più kafkiano”. La Villa, scrivono nella seconda parte della lettera, “sembra essere diventata una ‘terra di nessuno’ in cui pochi gruppi di incivili, perlopiù molto giovani e in molti casi anche minorenni, con un atteggiamento quasi mafioso la fanno da padrona”.

“Tutti questi elementi – concludono – sono collegati e descrivono una situazione che compromette non soltanto la corretta fruizione della città, ma anche quella delle nostre vite”.Da qui l’appello finale: “Chiediamo che vengano presi seri e immediati provvedimenti. Purtroppo, per quanto ne comprendiamo le ragioni, il semplice ‘dobbiamo coglierli sul fatto’ non funziona. La situazione, ci creda, sta sfuggendo di mano”. Una lettera che resta in attesa di risposta, con la fiducia dichiarata nel lavoro delle Forze dell’Ordine e nell’intervento dell’Amministrazione.

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