Mezzo secolo di risposte concrete alle fragilità, una storia fatta di volti, cura e presenza costante sul territorio. L’EPASS di Bisceglie spegne cinquanta candeline e sceglie di farlo non con una semplice celebrazione, ma aprendo un dibattito profondo sul futuro della gratuità. Nella gremita cornice della Basilica di San Giuseppe, fari puntati sul valore del volontariato oggi con relatore d’eccezione il Cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, in dialogo con don Tonio Dell’Olio.
Fondata nel 1976, l’EPASS – presieduta da Carlo Amoruso, che ha raccolto la pesante eredità del compianto Luigi De Pinto, scomparso ad aprile – è diventata negli anni un pilastro insostituibile per Bisceglie nell’assistenza e nella promozione della salute. Un presidio di umanità che taglia il traguardo del mezzo secolo rilanciando la propria sfida. “Nel mondo bisogna costruire, invece si distrugge”, ha sottolineato Zuppi, rimarcando inoltre come le più grandi sofferenze sono quelle che non si vedono e che spesso si nascondono dietro grandi sorrisi.
Celebrare cinquant’anni significa fare memoria, certo, ma soprattutto assumersi la responsabilità del futuro – ha detto il presidente di Epass, Amoruso – . Con il Cardinale Zuppi ci siamo confrontati su come la solidarietà debba farsi spazio tra le pieghe di una società spesso distratta”.
Non un punto di arrivo, dunque, ma un nuovo inizio. L’anniversario dell’EPASS rimarca la necessità di non abbassare la guardia di fronte alle nuove emergenze sociali affinché la speranza non sia un’attesa passiva, ma un impegno concreto da rinnovare ogni giorno.
