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Bisceglie, macchine comunali al collasso: il miraggio del ricambio generazionale

La denuncia di Carlo Rocco: organici dimezzati rispetto al 2009 e ritardi nei piani di assunzione

La crisi degli organici nella Pubblica Amministrazione colpisce duramente il Sud e non risparmia il Comune di Bisceglie, dove il personale in servizio si è letteralmente dimezzato rispetto al 2009. Riceviamo e pubblichiamo la lucida analisi del nostro lettore Carlo Rocco, che ripercorre i danni di anni di austerità e tetti di spesa “storici”, analizza le recenti novità legislative del 2026 e accende un faro sulle timidezze e i ritardi locali nella programmazione delle nuove assunzioni.

Qui di seguito, la nota riportata integralmente.

Pubblica Amministrazione, Comune, nuove assunzioni e ricambio generazionale.

Avevano messo un tetto di spesa per quanto riguarda gli Enti Locali e la spesa del personale che faceva riferimento ad un “secolo storico fa ” 2011-2013 e poi per essere più giustizialisti del Re avevano pensato bene di affiancarlo al turn over ( 25%- 50%-75% ) secondo usi e necessità. Tutto farcito di belle parole sulla “meritocrazia e performance”. Risultati: una Pubblica Amministrazione specie al Sud stressata e stremata, con una media elevata sui 52 anni, con il 25% dei lavoratori che supera i 60 anni e che si appresta ad andare in pensione e negli Enti locali con una percentuale di dipendenti pubblici sotto i 30 anni pari all’1,9%.

Parlare di ricambio generazionale è un cortocircuito della mente e del buon senso. Aspettare cosa e chi ?
L’hanno così portata ad un punto di rottura che con la legge di bilancio 2026, qualcuno si è reso conto che di questo passo i Comuni avrebbero assunto le sembianze di fortezze francesi realizzate nel Sahara e nel Sahel. Senza andare troppo lontani nel Comune di Bisceglie nel 2009 erano, secondo la rideterminazione provvisoria dell’epoca, n. 329 i dipendenti dell’Ente, oggi esattamente la metà e se mi sbaglio è solo per difetto. Con la legge di bilancio 2006 è stata così prevista la possibilità di rimpiazzare il 100% del personale e poi è arrivata la Legge 5 ottobre 2026 n. 174 con cui è stato definitivamente eliminato il vecchio tetto storico di spesa del personale parametrato sulla media del triennio 2011-2013. Sempre che il Comune ne abbia la capacità di spesa per assumere.
Con chi prendersela poi se il Piano triennale del fabbisogno del personale ( oggi ricompreso nel PIAO sottosezione 3.3), i cui numeri nei fatti esprimono tutta la loro timidezza, viene deliberato fuori tempo massimo ( parliamo di secondo semestre almeno quando dovrebbe essere deliberato già a marzo ), agganciato e al traino di una barcata di altri adempimenti tra cui il bilancio. ” Per colpa di chi ? – avrebbe detto Zucchero – … che intanto il tempo passa e lei non torna più.”
Un’amministrazione pubblica “forte” ed un Comune “robusto” sono assolute priorità.

Non è il caso di dare numeri al lotto, e nemmeno disperdersi in mille rivoli se non si rimette la Casa in ordine.
In un periodo di crisi economica, di emigrazione, di lavoro con retribuzioni non adeguate al ciclo e al costo della vita, la mia visione è neo-Keynesiana: tocca allo Stato e alle Autonomie ( per quanto di competenza ) intervenire direttamente creando occupazione e aumentando la spesa destinata a servizi pubblici, che è una cosa diversa dall’esternalizzazione dei servizi e dalla regolazione del mercato, che hanno una loro dignità e importanza, ma a cui occorre ricorrere in casi mirati ( parliamo di gestione di soldi pubblici ) e a condizione che la Pubblica Amministrazione sia robusta, offra servizi indispensabili e funzioni utili alla Città.
In questa prospettiva sarebbe auspicabile che si intervenga a livello provinciale e territoriale più ampio, ma in questo caso occorre indicare una direzione, e se necessario, come è necessario, andare anche da soli.
Occorre investire in capitale umano e assumere personale nella Pubblica Amministrazione.

E’ necessario in questo territorio una “cura da cavallo”. Il Comune di Bisceglie ha assoluta necessità di procedere a 150 assunzioni nel giro di un quadriennio, sì parlo di 40 assunzioni all’anno al netto dei pensionamenti.
Chi per primo ne beneficerebbe sarebbe il miglioramento dei servizi per le Imprese, perché le risposte della P.A. sarebbero più rapide e porterebbero benefici anche ai costi di gestione di quelle aziende ( appalti, permessi, licenze, tempi di pagamento, etc.), aziende che vedrebbero migliorati i propri tempi di attesa, e sarebbe un elemento positivo per l’attrazione degli investimenti privati, mentre la gestione di investimenti strategici porterebbe all’apertura di cantieri e contratti per le aziende subfornitrici.
Nuove assunzioni nella P.A. significa aumento del potere di acquisto delle famiglie e comunque un effetto traino sulla domanda di beni e servizi.
Riduzione della precarietà anche come alternativa al lavoro sottopagato , contratti regolari, maggiori tutele, ammortizzatore sociale e non per ultimo un vero ricambio generazionale.
Assunzioni, attrazione e mantenimento sul territorio delle persone. Si prenda il caso di Trani che anche e non solo per le assunzioni effettuate negli ultimi anni al Comune, che pur mostrando dati di emigrazione e calo dei residenti, purtuttavia presenta numeri  inferiori a tutti i Comuni viciniori.
Le nuove assunzioni saranno accompagnate da un percorso formativo e di affiancamento e con accordi con esercizi commerciali, reti di associazioni e benefit aggiuntivi. Saranno riviste e riadeguate le professionalità esistenti nel Comune di Bisceglie sulla base delle conoscenze e delle competenze anche extra lavorative, superando l’incoerenza delle mansioni assegnate con il percorso formativo. Al riguardo occorrerà prevedere  anticipatamente le postazioni e dotazioni logistiche e strumentali.
Costruire un patto con la Città a partire dai primi quattro anni e puntare anche alla creazione di nuovi servizi.

E per abbattere i costi e consentire il maggior numero di assunzioni procedere, in questa prima fase,  non dalle qualifiche più alte, che non mancano al Comune di Bisceglie, ma da quelle intermedie e tecniche con competenze linguistiche e digitali, avendo cura di gestire la custodia e la manutenzione dei nuovi e vecchi impianti rivenienti dal PNRR e prevedendo figure tecniche qualificate in pianta stabile per l’ordinaria manutenzione. Sarà proposto anche un part time al 75% che nel corso degli anni è auspicabile porti al tempo pieno, sarà inoltre destinato il 15% delle assunzioni tramite le procedure di mobilità con l’obiettivo di riportare a casa capacità e competenze. Fare concorsi in ogni caso, concorsi più snelli e con minori appesantimenti di nozionismo giuridico (che devono chiudersi inderogabilmente entro 180 giorni dallo svolgimento delle prove scritte), destinare il 20% delle assunzioni tramite apposite Convenzioni con le Università del Territorio, anche con selezioni inizialmente a tempo determinato riservate a studenti universitari inizialmente iscritti alla triennale con possibilità, previo superamento con esito positivo di percorso formativo, di trasformare quel rapporto a tempo indeterminato, oltre alle ordinarie previste riserve di legge.
Un pacchetto certo migliorabile con le indicazioni e le sollecitazioni che perverranno, ma un percorso netto e chiaro, che sin da ora indichi priorità di interventi, senza lasciare al dopo il famoso libro dei sogni. I nostri cittadini è giusto che sappiano prima e non si ritrovino con sorprese dopo.
E ben si comprende il mio pensiero che non può certo essere limitato ai soli Comuni.

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