Pubblichiamo la nota stampa di sei consiglieri di opposizione Preziosa Giorgia, Casella Giovanni, Spina Francesco, Storelli Domenico, Spina Domenico e Ruggieri Paolo:
«L’Ospedale Vittorio Emanuele II non si deve toccare. Il Consiglio monotematico, fortemente voluto dai sottoscritti consiglieri comunali firmatari della mozione, non ha registrato alcuna risposta o certezza da parte delle istituzioni sanitarie. Noi non vogliamo ipotesi, vogliamo certezze.
Purtroppo, si è tenuto senza alcuna risposta oggi il Consiglio Comunale monotematico sul futuro dell’Ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie, convocato su nostra ferma richiesta come forze di opposizione. Lo abbiamo voluto noi perché davanti al pericolo concreto di chiusura o forte ridimensionamento del nostro nosocomio non si può restare in silenzio e non bastano più le rassicurazioni a mezza bocca.
Ai cittadini di Bisceglie non servono teatrini, non servono parole, non servono ipotesi, non servono i soliti “mo vediamo” o “si vedrà”. Oggi servono certezze. Certezze che l’ospedale Vittorio Emanuele II NON chiuderà. Certezze sul mantenimento di tutti i reparti, dei servizi, del Pronto Soccorso. Certezze sul potenziamento. L’Ospedale di Bisceglie è un presidio irrinunciabile per l’intera comunità provinciale. Smantellarlo significa condannare migliaia di cittadini, anziani, famiglie, a viaggi della speranza verso altri ospedali già al collasso.
Quali consiglieri comunali di opposizione, continueremo a monitorare la salvaguardia dell’attuale assetto. Abbiamo portato il tema in Consiglio e pretendevamo una posizione ufficiale e unitaria di tutta l’istituzione comunale e delle altre forze politiche, per garantire all’intera cittadinanza che il nosocomio non sarà chiuso: questo purtroppo non è avvenuto.
Non ci accontenteremo di delle “solite pacche sulle spalle”. Vogliamo atti ufficiali coerenti, documenti di programmazione ufficiali, sostenuti da tutti i consiglieri comunali, dalla Regione e ASL, idonei a garantire che l’ospedale non verrà chiuso né depotenziato.
La salute dei biscegliesi e dell’intero territorio provinciale non si tocca».





























