Il contrasto alla criminalità organizzata e alla piaga dello spaccio di stupefacenti non si fa solo con i dati e le denunce, ma soprattutto toccando il cuore e le coscienze delle nuove generazioni. È questo il fulcro della riflessione di Vincenzo Arena, presidente del movimento civico “Libera il Futuro”, che ha voluto accendere i riflettori su un caso artistico e sociale di grande impatto emotivo andato in scena nella Chiesa di San Luigi.
«L’antimafia che parla ai ragazzi passa per “Bianca”. Il Comune sostenga Binario Zero!», esordisce Arena, colpito dalla potenza della rappresentazione. «Ho assistito a “Bianca”, lo spettacolo scritto e diretto da Giancarlo Attolico, nella Chiesa di San Luigi. Chi, come me, da anni denuncia con numeri e parole il dilagare della droga sul nostro territorio sa quanto questo mercato stia schiacciando l’economia locale, distruggendo intere generazioni, tranciando vite».
Di fronte alla crudezza e alla verità portate sul palco, le tradizionali forme di comunicazione politica e sociale rischiano di passare in secondo piano. Arena lo ammette con disarmante franchezza: «Di fronte alla potenza scenica delle storie vere di Dodò, Michele, Angelica, Giuseppe, Rita (e cito solo alcune storie di quelle rappresentate), ogni mio articolo o post social appare sterile, improvvisamente vuoto. Sono quasi 90 i bambini e i ragazzi uccisi dalla mafia e in contesti mafiosi».
Lo spettacolo diventa così uno strumento d’indagine sociale e uno specchio della realtà quotidiana di Bisceglie, dove le dinamiche criminali si manifestano alla luce del sole. «”Bianca” – grazie ad una regia sapiente e all’interpretazione intensa di 22 splendid* ragazz* – è un’opera dirompente e necessaria, di grande spessore artistico e drammaturgico, che non permette più a nessuno, tantomeno alla politica, di voltarsi dall’altra parte. Interroga le nostre coscienze sopite o, peggio, indifferenti. Racconta delle notti di giovani e meno giovani che “si fanno una botta”, dello sfrecciare su bici e monopattini di giovanissimi pusher in stile Gomorra. A Bisceglie sono sotto gli occhi di tutti».
Da qui nasce la richiesta concreta alle istituzioni e all’amministrazione comunale, affinché l’opera non resti un evento isolato ma diventi un pilastro educativo per il territorio. Il coordinatore di “Libera il Futuro” propone due azioni precise: adottare e finanziare lo spettacolo per mostrarlo agli studenti delle scuole attraverso matinée dedicate nel teatro cittadino, e attivare tutte le reti possibili per sostenerne la diffusione nella provincia, in Puglia e a livello nazionale.
La battaglia, tuttavia, non viene delegata interamente alle istituzioni. L’impegno civile parte anche dai singoli cittadini e dalle associazioni. «Io e mia moglie Grazia Pia Attolini, impegnati da anni sul fronte dell’antimafia sociale, faremo la nostra parte attivando i nostri canali nazionali affinché “Bianca” possa calcare altri palchi in Italia», conclude Arena con un monito che suona come una chiamata alla responsabilità collettiva: «Ripartiamo dai ragazzi, ripartiamo dalla cultura che scuote. “Il presente e il futuro urlano”… E noi adulti abbiamo il dovere di ascoltare e rispondere a questa domanda: voi da che parte state? Il silenzio omertoso e connivente non è un’opzione».
