Scalinata dei Lettori di Bisceglie gremita ieri sera per Giuseppe Conte. Il leader dei 5 Stelle, già due volte Presidente del Consiglio, ha scelto infatti le Vecchie Segherie Mastrototaro per presentare la sua autobiografia: “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori”. Un volume che intreccia il percorso personale con gli anni più intensi della storia recente del Paese. Tra decisioni difficili, successi e battute d’arresto, Conte rivendica la necessità di un Movimento radicale. Una forza politica, spiega il presidente pentastellato, che deve dare voce a chi non si rassegna alle diseguaglianze, con posizioni nette sul no al riarmo e sulla transizione ecologica.
“Il campo largo non può essere una semplice somma algebrica di sigle – ha aggiunto Conte sul palco di via Porto – . Dobbiamo offrire un progetto alternativo concreto, serio e radicale nei valori, riconquistando i milioni di italiani che oggi scelgono l’astensione perché non si fidano più della politica.”
Il dibattito, animato dal dialogo con il biscegliese Francesco Boccia, capogruppo del PD al Senato, e Paola Zanca, si è quindi spostato dai temi nazionali alle ferite aperte del territorio pugliese. In primo piano la complessa gestione delle crisi industriali del Mezzogiorno, con i fari puntati sul futuro dell’ex Ilva di Taranto, per giunta a poche ore dal decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la sospensione dell’attività produttiva nell’area a caldo dello stabilimento.
Da Bisceglie parte così il viaggio di una “nuova primavera” che, sia per Conte sia per Boccia, punta a ridefinire i confini e l’identità dell’intera coalizione progressista.






























