Una serata d’estate all’insegna della grande letteratura e della riflessione collettiva. Le Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie hanno ospitato la presentazione di uno dei debutti letterari più intensi dell’anno: “Il coltello della memoria”, romanzo d’esordio del noto giornalista Franco Currò, pubblicato da Rizzoli.

Il libro, presentato dall’autore in dialogo con Luciana Di Bisceglie, si apre con un enigma: un uomo trovato morto a Milano con un biglietto misterioso che recita «Conveniva a tutti». Da qui si snoda un’indagine serrata che scava nelle ferite mai rimarginate della nostra storia recente, mettendo a nudo l’eredità irrisolta della generazione del Sessantotto, con la memoria vera protagonista dell’opera.

Con questo romanzo ho voluto esplorare quel crepuscolo degli ideali di chi ha vissuto il Sessantotto credendo di poter cambiare il mondo, per poi trovarsi a fare i conti con i compromessi del presente e con la difficoltà di trasmettere quella passione ai propri figli.

Un dialogo serrato, quello svoltosi sul palco di via Porto, che ha catturato la platea stimolando un profondo confronto sul valore della verità storica e privata. Currò ha messo in luce come il passato continui a pesare sulle nostre vite molto più di quanto siamo disposti ad ammettere, spiegando infine il perché dell’ambientazione del romanzo a Milano.