A 102 anni dal brutale omicidio di Giacomo Matteotti, il circolo Arci “Oltre i Confini” di Bisceglie ne onora la memoria legando l’eredità storica del deputato socialista alle emergenze geopolitiche e umanitarie dei nostri giorni.
Il 10 giugno 1924, una squadraccia fascista rapì e uccise il parlamentare che aveva denunciato con coraggio le violenze e i brogli del regime nascente. Ieri, una delegazione del circolo biscegliese ha voluto ricordare la figura di “Tempesta” – questo il soprannome di Matteotti – mettendone in luce lo spiccato profilo antimilitarista e anticolonialista.
Secondo i rappresentanti dell’Arci locale, il messaggio di Matteotti resta di drammatica attualità in una fase storica segnata dal ritorno a logiche guerrafondaie, corse al riarmo e sistematiche violazioni del diritto internazionale.
«Ricordare Matteotti – si legge nella nota diffusa dal direttivo – significa ribadire l’attualità dell’antifascismo». Un impegno che, per l’associazione, si traduce nel contrasto ai conflitti contemporanei. Il circolo si schiera apertamente contro quello che definisce il genocidio del popolo palestinese e chiede con forza la liberazione di tutti i detenuti politici.
L’appello si chiude con una richiesta di rilascio immediato per gli attivisti internazionali, citando espressamente i casi di Domenico Centrone e Dina Alberizia, simboli di una lotta globale per i diritti umani che il circolo di Bisceglie intende continuare a sostenere nel nome dei valori di libertà e giustizia sociale.
