Il 22enne Francesco Di Vittorio, durante l’interrogatorio di convalida del fermo, ha reso dichiarazioni spontanee professando la propria innocenza: «Senza volerlo eravamo coinvolti in un omicidio perché ci trovavamo nello stesso posto dove è stato commesso senza sapere nulla. Sono innocente».
Di Vittorio, residente a Modugno, è indagato di concorso in omicidio volontario con l’aggravante del metodo mafioso nell’inchiesta sul delitto di Filippo Scavo, il 43enne barese assassinato lo scorso 19 aprile nella discoteca Divine club di Bisceglie. Di Vittorio, che secondo la DDA avrebbe aperto la porta di sicurezza del locale ai presunti autori materiali del delitto, farà ricorso attraverso il proprio avvocato contro il fermo convalidato dal giudice per le indagini preliminari.
Al giudice avrebbe anche detto di non avere mai avuto intenzione di scappare all’estero ma che, da qualche tempo, parlava in famiglia di una esperienza lavorativa fuori dall’Italia.
