Potrebbe avere le settimane contate il Divine Club di Bisceglie, noto locale della movida del Nord Barese dove all’alba del 19 aprile scorso si è consumato l’omicidio di mafia di Filippo Scavo, durante una serata e tra migliaia di fruitori. Da quel giorno una porzione del locale è sotto sequestro per le indagini che hanno già portato a quattro fermi, l’ultimo arrivato poche ore fa con l’individuazione del quarto giovane accusato, come gli altri tre, di concorso in omicidio aggravato dal metodo mafioso. Il Divine Club ha offerto sin da subito la massima collaborazione nelle indagini, fornendo anche le immagini dei circuiti di videosorveglianza determinanti per individuare i responsabili. Pur restando attualmente escluso da responsabilità dirette, da oltre un mese e mezzo i sigilli restano ancora tra l’uscita di sicurezza e il privé alle spalle della postazione dj, oltre ad una parte della pista da ballo sequestrata successivamente per ulteriori rilievi. Una situazione di stallo che rischia di far chiudere tutto e lasciare il personale senza lavoro.

Il Divine Club, ha sottolineato Maggialetti, direttore e proprietario dell’attività, da anni collabora con le forze dell’ordine per garantire i più elevati standard di sicurezza, oltre ad aver promosso protocolli specifici per la sicurezza nei locali notturni.

L’unica richiesta è quella di tornare a lavorare quanto prima.

Il servizio.