Non si placa la tempesta politica nel Comune di Bisceglie. Al centro della polemica, questa volta, finiscono le nuove designazioni dei quattro componenti di Bisceglie Approdi, la società che gestisce il porto turistico. A dare fuoco alle polveri è Francesco Spina, consigliere comunale d’opposizione e leader locale di “Azione”, che attraverso un durissimo post sui social definisce l’operazione come un ritorno ai vecchi vizi della politica, proprio in un momento di particolare delicatezza per la comunità.
L’incipit di Spina è sferzante: “Zero a zero palla al centro, come se nulla fosse successo”. Secondo l’esponente di Azione, la città starebbe assistendo a uno “spettacolo indecente e inopportuno”, aggravato da un clima di “lutto” amministrativo e sociale che Bisceglie non avrebbe ancora metabolizzato. Invece di un passo indietro collettivo, Spina denuncia un arroccamento della maggioranza guidata dal sindaco Angarano: “Non solo gli amministratori che hanno portato al degrado la città non si dimettono, ma addirittura approfittano del momento per spartirsi meglio poltrone e stipendi”.
Il punto più critico del post riguarda la presidenza della società, che secondo Spina sarebbe rimasta in quota alla coalizione del Partito Democratico. Nello specifico, il consigliere punta il dito contro la nomina del cugino del candidato della lista “Bisceglie per Bene” (primo dei non eletti), definendola un “pugno nello stomaco” per chi vive di lavoro e passione politica.
“Qualche giorno fa, dopo le dimissioni di Di Pinto, avevo chiesto al PD un chiarimento sulla propria posizione: sono maggioranza o opposizione?” incalza Spina. Per l’ex sindaco, la risposta è arrivata con i fatti e non con le parole: la conferma di un uomo vicino ai dem alla guida del porto turistico sancirebbe, di fatto, la continuità del legame con l’amministrazione Angarano, nonostante i tentativi di smarcamento mediatico degli ultimi tempi.
Spina non usa giri di parole e parla apertamente di “parentopoli” o logiche da “manuale Cencelli”, accusando le liste civiche di facciata di nascondere i soliti “trucchetti di vecchia politica”. La conclusione dell’articolo-denuncia è un appello alla cittadinanza per un cambio di rotta drastico:
“In questo momento drammatico, servono scelte nuove e coraggiose, un rinnovamento nelle persone e nelle idee. Il comune denominatore devono essere gli interessi dei cittadini, non il portafogli di qualche privilegiato”.
Resta ora da capire se e come replicheranno i vertici del Partito Democratico e la stessa Bisceglie Approdi a queste pesanti accuse, che riaccendono prepotentemente il dibattito sulla trasparenza e sull’etica politica nella gestione degli enti partecipati.
