A pochi giorni dalla tragica scomparsa di Patrizia Lamanuzzi, avvenuta lo scorso 15 aprile, i figli della donna hanno rotto il silenzio. Lo hanno fatto attraverso una nota diffusa dal loro legale, un messaggio carico di dignità che trasforma il dolore privato in un appello alla riflessione collettiva.
Nel comunicato, i familiari hanno voluto innanzitutto esprimere profonda gratitudine per l’ondata di solidarietà che ha travolto la città di Bisceglie in queste ore drammatiche.
«Un sincero ringraziamento che si estende alle Istituzioni, alla Magistratura, alle Forze dell’Ordine, agli operatori intervenuti, alle realtà associative e ai cittadini», si legge nella nota. Un pensiero particolare è stato rivolto a chi ha saputo manifestare vicinanza con “discrezione e attenzione”, rispettando un lutto che gli stessi figli definiscono, con amara lucidità, un «disumano accadimento».
In questa fase di estrema fragilità, la famiglia ha ribadito la volontà di proteggere l’immagine della madre, lontano dal clamore mediatico e dalle speculazioni. L’obiettivo è custodire il ricordo di Patrizia nella sua «dimensione più autentica e personale», motivo per cui viene chiesto il massimo rispetto per la riservatezza e per quel silenzio che il lutto, per sua natura, impone.
Tuttavia, nonostante la necessità di chiudersi nel proprio dolore, i figli di Patrizia Lamanuzzi hanno voluto lanciare un messaggio che scuote l’intera comunità. La morte della madre non deve restare una ferita chiusa tra le mura domestiche, ma deve farsi testimonianza.
L’auspicio è che una tragedia così profonda possa diventare un «momento di riflessione collettiva» su temi cruciali: il valore della vita, il rispetto della persona e, soprattutto, l’importanza dell’empatia sociale. Il comunicato si chiude con un monito potente: la necessità di «non voltarsi mai dall’altra parte di fronte ai segnali di sofferenza e fragilità altrui».





























