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Semaforo verde per il bilancio di previsione 2026-2028: non sono mancate le scintille in Aula

Il documento finanziario è stato approvato dal Consiglio Comunale con 17 voti favorevoli e un astenuto

Con 17 voti favorevoli ed un astenuto, il Consiglio Comunale di Bisceglie ha approvato nella seduta di ieri il bilancio di previsione 2026-2028, segnando un momento significativo sul piano politico proprio al giro di boa della seconda sindacatura di Angelantonio Angarano.

Clima in aula piuttosto teso a Palazzo San Domenico, con l’opposizione che prima di abbandonare l’Aula ha espresso un voto contrario compatto, denunciando una gestione finanziaria considerata priva di visione strategica. A rendere ancor più elettrica l’atmosfera, in apertura dei lavori, il ritorno ufficiale del gruppo consiliare “Per Bisceglie” composto da Carla Mazzilli, Luigi Cosmai, Piero Innocenti e Giuseppe Torchetti tra i banchi del governo cittadino. Nelle precedenti sedute della massima assise cittadina, i quattro si erano dichiarati indipendenti, muovendo critiche all’Amministrazione e sedendosi fisicamente tra gli scranni dell’opposizione. Tale riposizionamento, ufficializzato dagli interventi di Mazzilli e Torchetti, ha di fatto garantito una maggiore stabilità numerica per l’approvazione del bilancio, mandando in soffitta le recenti frizioni.

“Un documento importante per pianificare i prossimi tre anni con l’obiettivo di rispondere alle sfide che ci attendono, con capacità di programmazione, visione, collaborazione tra pubblico e privato e applicazione di nuovi modelli di gestione”, ha sottolineato Angarano. “Abbiamo ‘a terra’ una cifra enorme, oltre 80 milioni di euro di finanziamenti PNRR, distribuiti in tutti i settori nevralgici, per opere strategiche che, attraverso la rigenerazione urbana, garantiranno a Bisceglie maggiore vivibilità, bellezza e decoro, migliori e più efficienti servizi, sviluppo, crescita e inclusione sociale”.

Dall’opposizione, Francesco Spina ha definito viceversa il bilancio “un pasticcio senza visione né futuro”. L’ex primo cittadino ha sollevato preoccupazioni sull’aumento della pressione tributaria e sulle recenti criticità evidenziate dalla Corte dei Conti in merito ai sistemi di controlli interni del Comune, sostenendo come tali rilievi compromettano la credibilità dell’intero documento. Secondo Spina, la manovra rischia di penalizzare i settori del commercio e del turismo. Altrettanto critico il giudizio di Mimmo Spina, Gianni Casella e Giorgia Preziosa, che hanno parlato di “un Comune paralizzato, tra opere pubbliche incompiute e perdite di finanziamenti”.

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