Il presidente del circolo biscegliese di Legambiente, Alessandro Di Gregorio, ha diffuso nelle scorse ore un comunicato stampa in merito alla situazione del verde pubblico in città, che riportiamo qui di seguito integralmente.

«Abbiamo letto con stupore e sgomento il post con il quale il primo cittadino di Bisceglie, nell’ennesima autocelebrazione (è l’unico che parla bene del suo operato), definisce tre alberi monumentali secolari “patrimonio verde che ci rappresenta e che custodiamo con orgoglio”, Errore: il cipresso di Orto Schinosa porta ancora i segni di un principio d’incendio, mentre il leccio di Corso Umberto versa in condizioni pietose di incuria, necessitando di seri interventi di cura e potatura, da tempo quasi immemore. Del pistacchio, invece, non abbiamo notizie certe visto che visitarlo, a quanto ci risulta, è difficoltoso a causa degli orari incerti di apertura del giardino botanico.

Le chiediamo: come fa ad affermare che “custodisce” questo “patrimonio”, visto lo stato in cui sono? Dire quindi che “questo ci rappresenta” e che “custodiamo con orgoglio” desta un qualche minimo di ilarità da parte nostra, ce lo permetta, sindaco. Se lo stato in cui versano non solo i tre alberi ma anche il verde urbano in generale è, come lei afferma “impegno della nostra Comunità nella tutela del verde” allora, secondo noi siamo alla frutta (alberi permettendo)!

L’altra irrilevante(sic!) inesattezza, riguarda l’ennesimo improbabile riconoscimento di cui si fregia: l’essere la nostra città, tra quelle con popolazione superiore al 50.000 abitanti, al 14” posto in Europa (secondo i Dati Biocities) per copertura arborea. Fosse vero, chiederemmo una ‘standing ovation’ per l’impegno profuso sino ad ora ma, sinceramente restiamo sbigottiti davanti a tanta grazia! Se non erriamo (e lo vorremmo davvero tanto), i criteri fondamentali per questo riconoscimento, richiedono tre requisiti imprescindibili: che il 30% della copertura arborea urbana sia destinata al verde; che ogni cittadino possa guardare dalla propria abitazione almeno tre alberi maturi; che a non oltre 300 metri dall’abitazione più distante, ci sia un parco pubblico. Ora, non sappiamo da quale fonte provengano i dati che hanno permesso a Biocities questo riconoscimento (siamo secondi in Italia, sorpassati ahinoi da Savona) ma, la cosa ci sembra improbabile. Sembra un film già visto con la storia di “Bisceglie Bandiera Blu”: riconoscimento assegnato quest’anno a due spiagge e al porto turistico. Le ricordiamo che la bandiera viene assegnata a spiagge libere e/o lidi privati e non a una città, né tantomeno a tutti i lidi privati a cui lei, lo scorso anno ha, di sua sponte assegnato la bandiera blu.

Siamo d’accordo, tutto fa brodo per promuovere la città e incrementare il turismo ma, non crede che “piegare” le cose spiattellando inesattezze, possa creare in tempi brevi, una sorta di controproducente sfiducia nei turisti che, arrivando a Bisceglie trovassero invece una situazione diversa? Non sarebbe meglio invece adoperarsi davvero e scientemente per la cura e l’incremento del verde urbano e del turismo?

Senza artifizi. Senza tagli rabbiose e successive ripiantumazioni con associazioni arboree insostenibili per tipologia, allocazione e mancanza di irrigazione (assolutamente necessaria con frequenza bi-trisettimanale almeno nei primi tre anni di vita della pianta). Senza piantare in formelle ancora più piccole di quelle pre-esistenti.

Ci permettiamo di ricordarle che la cd Rete Ecopolitana, è la destinazione del verde urbano alla fruizione sociale nell’area urbana. In sostanza devono esistere spazi progettati o esistenti, in grado di essere non solo curati (e non desolatamente abbandonati) ma anche possibilmente diversi a seconda delle necessità.

Un giardino è diverso da un parco, da una villa centrale e persino dal verde (non dalle erbacce) di una scuola, perché è diversa la destinazione e pesino i fruitori. Aprirà questa descrizione la sua visione delle cose che appaiono perlomeno imbarazzanti vista l’ennesima cementificazione che lei si appresta a varare con il P.U.G. a consumo di suolo spinto?

Ce lo spieghi signor sindaco anzi, lo spieghi ai cittadini anche se, siamo certi non lo farà! Domani è un altro giorno e magari arriverà un’altra bandiera. Speriamo almeno non sia di un colore sgradevole».