La narrazione appassionata e incalzante, gli occhi lucidi. Sono quelli di Kasia Smutniak, a Bisceglie per presentare “MUR”, opera prima dell’attrice polacca dietro la macchina da presa. Un film-documentario che racconta la crisi umanitaria lungo il muro di 186 chilometri costruito al confine tra la sua nazione d’origine e la Bielorussia con lo scopo di respingere i migranti in cerca di asilo verso l’Unione Europea. Le sale del Politeama Italia gremite al mattino per le proiezioni riservate agli alunni degli istituti secondari di secondo grado “Dell’Olio” e “Cosmai”, prologo all’evento serale organizzato dalla Fidapa di Bisceglie, in collaborazione con Amnesty International.

Un lavoro toccante e coraggioso prodotto da Domenico Procacci, realizzato attraversando zone interdette anche ai media, a metà tra reportage e racconto intimo di fronte alla tragedia umana e all’assurdità di chi vuole ancora creare barriere.

Al fianco della Smutniak la co-autrice Marella Bombini, biscegliese trapiantata da anni a Roma. La proiezione di MUR e il successivo incontro-dibattito con gli autori ha rappresentato la prima iniziativa dell’anno per la sezione cittadina della Fidapa, rappresentata da Maria Rita Gentile.