Sabato 29 luglio, nei compartimenti marittimi compresi da Manfredonia a Bari, entrerà in vigore il fermo pesca. Lo stop alle attività è fissato fino al prossimo 9 settembre e riguarderà anche i quattro comuni costieri della Bat, fra cui Bisceglie. Il provvedimento è finalizzato a ripopolare il mare Adriatico meridionale.
L’occasione non può che portare a riflettere su un settore già fortemente provato da numerose difficoltà, non ultima l’aumento dei costi del carburante. Ma la vera problematica, a giudizio della Flai Cgil Bat, è l’attivazione di un adeguato ammortizzatore sociale per i lavoratori. «Siamo convinti che sia arrivato davvero il momento di aprire una concertazione per la Cisoa pesca. E lo siamo ancora di più dopo avere letto la comunicazione che ci giunge dal ministero del lavoro e delle politiche sociali che prevede per ogni giornata di fermo un indennizzo per ogni pescatore di 20.60 euro e che arriva con un anno di attesa perché si riferisce al fermo del 2022» ha denunciato Gaetano Riglietti, segretario dell’organizzazione sindacale.
«Perché non si dota anche questo settore di un ammortizzatore sociale strutturato, che riconosca ai lavoratori della pesca un’adeguata indennità giornaliera giusta e dignitosa? Potrebbe essere un modo anche per agevolare il ricambio generazionale in un settore che sta invecchiando sempre di più a causa della poca attrattività di questo lavoro che rappresenta la storia delle nostre comunità marinare ma purtroppo al momento non il futuro» ha aggiunto. «E poi l’assurdità di non applicare il Testo unico sulla sicurezza alla pesca e ancora perché il lavoro del pescatore non è considerato un lavoro usurante, così anche per le malattie professionali dove il percorso di riconoscimento è tutto in salita. Tutte questioni su cui è necessario confrontarsi perché questo è un lavoro che va rilanciato, un mestiere antico che può rappresentare una grande occasione di sviluppo per i nostri territoti se solo si mettano in campo iniziative per salvaguardarlo, una risorsa per tutta la collettività in una provincia in cui 4 comuni su 10 sono bagnati dal mare» ha concluso Riglietti.




























